REMINISCENZE

    di Selek


    SOMMARIO: Questa storia si svolge subito dopo i fatti narrati nel romanzo di Jean Lorrah "The Vulcan Academy Murders", in cui Amanda viene curata per una grave malattia. Ora è guarita e sta molto bene.
    LIBERATORIA: La Paramount è padrona di tutto. Io non ho niente. Mi sono solo divertito un po' con due dei suoi personaggi. Non ne ho tratto nessun guadagno.
    N. d. A.: Ringrazio per il loro aiuto T'Aitlu (Gayle), Kiri e soprattutto T'Shal, da cui ho preso l'idea. È stata lei a suggerirmi le parole per Amanda.

    Ho anche attinto abbondantemente dal bellissimo romanzo di Jean Lorrah "The Vulcan Academy Murders". Grazie per averlo scritto, Jean.
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    Reminiscenze

    Sarek e Amanda giacevano pigramente dopo aver fatto l'amore. Amanda aveva trascorso un periodo in animazione sospesa per curare una grave affezione del sangue e quella era la sua prima notte a casa, dopo più di un mese.

    Mentre era in stasi, era stata tenuta in vita artificialmente e tutto quello che Sarek aveva potuto fare per lei era starle seduto accanto; non poteva neanche toccarla. Notte dopo notte, lo avevano trovato su quella sedia, vicino alla camera di stasi, intento a fissare la sua forma immobile. Il personale dell'Accademia Medica Vulcaniana aveva fatto l'abitudine a quell'illogico comportamento e lo aveva accettato. Di certo, avevano pensato, lui sapeva di non poter fare niente per lei, dunque perché era sempre lì? Ma lì stava.

    Gli era stato spiegato che un effetto collaterale di quel trattamento era un ringiovanimento delle cellule; che Amanda sarebbe diventata effettivamente più giovane. Di quanto, non avevano potuto o voluto dire, ma gli avevano assicurato che avrebbero avuto più anni da trascorrere insieme. Sarek aveva scrutato la moglie, che giaceva nel campo di stasi, sforzandosi di vedere se c'erano differenze nel suo aspetto.

    Quel pomeriggio l'aveva riportata a casa dall'ospedale. Lui aveva 117 anni, ma lei ne dimostrava una quarantina, sebbene ne avesse quasi 73. I capelli erano ancora color argento, ma la pelle era tesa sulle ossa del viso e splendente di felicità. Lui pensò all'espressione terrestre "e;corruttore di fanciulle"e; e si chiese se ora potesse essere applicata a lui.

    Si girò su un fianco, verso la moglie amata. "e;Come ti senti, moglie mia? Le nostre recenti attività ti hanno stancato troppo?"e;

    Amanda aveva gli occhi chiusi. Li aprì e sorrise al marito. "e;No, amore. In effetti non mi sentivo così bene da anni. Sono ancora stupita per quanto mi sento giovane. Forse Vulcano potrebbe vendere questa cura come una Fonte della Giovinezza,"e; scherzò.

    Sarek si tese. "e;Mai,"e; disse. "e;E' troppo pericolosa per impiegarla a questo scopo."e; Il bagliore negli occhi della moglie lo convinse che lei stava solo prendendolo in giro e si rilassò.

    Le prese la mano e ne accarezzò il dorso con il pollice. "e;Mi viene in mente la prima volta che ti ho incontrato, Amanda. E' stato proprio questo luccichio del tuo sguardo ad attirare il mio. Ricordi?"e;

    *****

    Sarek stava camminando lungo il corridoio dell'Ambasciata, verso il proprio ufficio. Alzò lo sguardo e vide una giovane donna umana che veniva verso di lui e la riconobbe immediatamente. In effetti l'aveva osservata per giorni. Moriva dalla voglia di parlarle, ma la timidezza lo tratteneva. Era la cosa più bella che avesse mai visto. I lunghi capelli neri le ricadevano in morbide onde lungo la schiena sottile, per posarsi mollemente sui fianchi tondeggianti. Gli occhi di zaffiro scintillavano, quando lei sorrideva o rideva, il ché accadeva spesso. Sarek era incantato. Ma era vulcaniano. Lei era umana. Lei era la più bella creatura che lui avesse mai visto, ma lui non poteva lasciarsi trasportare dai propri sentimenti per lei ... o sì? Lui lo desiderava, ma aveva un ruolo da ricoprire sul pianeta di lei.

    Amanda si girò e gli rivolse un sorriso di saluto, mentre gli passava accanto. Sapeva che lui la osservava e questo pensiero la faceva arrossire.

    Lui contraccambiò il saluto con un cenno del capo. I suoi occhi la seguirono, mentre lei si allontanava.

    Amanda si girò leggermente indietro; era così intenta a guardare Sarek che non prestava attenzione a dove stava andando. Andò a sbattere contro Saran, che l'aveva vista arrivare e si era accorto che era distratta. La afferrò prima che cadesse. Per un istante, lei desiderò che fosse stato Sarek a prenderla, poi si accorse che lui aveva visto tutto. Il viso le diventò rosso acceso.

    Amanda borbottò delle scuse a Saran e si allontanò più rapidamente che poteva, senza rendersi ancora più ridicola.

    Sarek fu affascinato dalla tinta che avevano assunto le sue guance. Non aveva mai visto prima quel colore su un umanoide. Ne fu intrigato. Quando Saran lo ebbe raggiunto, gli chiese chi fosse. Era interessato al perché lei si trovasse nei corridoi più riservati dell'Ambasciata.

    "e;E' qui per insegnare lo standard al nostro personale,"e; rispose Saran.

    Sarek alzò un sopracciglio, chiedendosi se il suo standard potesse trarre vantaggio da una rinfrescata. I due Vulcaniani andarono avanti fino all'ufficio di Sarek, senza ulteriori indugi, ma la mente di Sarek era più concentrata su lezioni di lingue, che su accordi commerciali con i terrestri. Quando furono arrivati all'ufficio, congedò Saran e attese che questi se ne andasse.

    Amanda corse nel suo ufficio e chiuse la porta. Lasciandosi cadere sulla sedia, si prese la testa fra le mani, mentre l'imbarazzo si impadroniva di lei. "e;Oh, cosa ho mai fatto?"e; gemette. "e;Mi sono appena resa completamente ridicola proprio di fronte all'Ambasciatore vulcaniano!"e;

    Ci fu un leggero bussare alla porta. Amanda alzò la testa e si raddrizzò sulla sedia. "e;Avanti,"e; disse.

    L'ambasciatore vulcaniano entrò nella stanza e la guardò. Amanda non poté fare altro che chiedersi cosa gli stesse passando per la mente, mentre il suo viso avvampava. "e;Mi risulta che lei sia qui per insegnare al mio staff uno standard più colloquiale. È esatto?"e;

    "e;Sì. Sono stata assunta per un anno solare,"e; disse lei, sorprendendosi di quanto suonasse calma la sua voce.

    "e;Vorrei prendere anch'io qualche lezione. Desidero migliorare il mio standard."e; Il suo accento era piuttosto pesante, ma era comprensibile.

    Amanda cercò di controllare il rossore, che sentiva crescere. Si schiarì la gola e gli fece segno di sedersi. "e;Abbiamo tre livelli, Ambasciatore."e;

    Lui si avvicinò alla scrivania e sedette di fronte a lei. Era abbastanza vicino perché lei potesse sentire la sua colonia. La veste roteò intorno a lui, diffondendo il gradevole odore verso di lei.

    Amanda fece una pausa, "e;Credo che dovremmo cominciare dal livello base. Potremo poi passare ai livelli successivi, man mano che lei farà progressi."e;

    "e;Questo sarebbe accettabile."e; Sarek abbassò lo sguardo sulle proprie mani, che teneva intrecciate in grembo. "e;Cosa vuole che faccia per prepararmi alle lezioni?"e; chiese, intrigato dalla calma di lei. Anche lui aveva notato il rossore sulle guance.

    Lei sorrise leggermente inalando il suo profumo. Lasciò che esso l'avvolgesse e le invadesse i sensi.

    Lui si sporse in avanti, appoggiando gli avambracci sulla scrivania. "e;Allora?"e;

    Riscuotendosi mentalmente, lei si decise a parlare. "e;Mhmm ... vediamo. Posso metterla in classe con Saran, Sorel e T'Kira. Oppure potrei darle delle lezioni individuali? A lei la scelta."e;

    Lui guardò in profondità negli occhi azzurro ghiaccio di lei. "e;Preferirei lezioni individuali,"e; disse dolcemente. Si meravigliò della fortuna che gli consentiva di trascorrere del tempo da solo con questa splendida donna.

    Amanda rabbrividì. "e;Sì, è una scelta saggia."e;

    Sarek si raddrizzò sulla sedia. "e;Quando cominciamo?"e;

    Lei si fermò un momento a riprendere fiato. "e;Domani alle 14:00."e;

    "e;Questo sarà difficile. Ho un appuntamento con l'Ambasciatore andoriano a quell'ora. Sarebbe possibile per lei pranzare con me? Potrebbe tenere la sua lezione nel frattempo."e;

    Amanda alzò le spalle, "e;Sì, potrebbe andare bene."e;

    "e;Allora siamo d'accordo. Pranzeremo insieme."e; Si alzò per andarsene.

    "e;Però, la offende se mangio carne?"e; chiese lei.

    "e;No, non mi offende, sebbene preferirei che non lo facesse."e; Fece una pausa. "e;Non credo che abbiamo carne all'Ambasciata."e; Sarek provava un leggero fastidio di fronte alla prospettiva di sedere di fronte a qualcuno che mangiava la carne di un animale morto, ma, essendo stato sulla Terra per più di 20 anni, lo aveva già visto fare molte volte.

    "e;Oh! Allora non posso mangiare con lei,"e; dichiarò lei con fermezza.

    "e;Oh?"e; Sarek alzò un sopracciglio. Trovava interessante la forte volontà di lei. "e;Posso chiedere perché no?"e;

    "e;Io sono umana, signore. La mia dieta richiede carne. E a me piace."e; Si alzò in piedi e incrociò le braccia sul petto, sentendosi quasi stordita dalla propria determinazione. Non gli avrebbe permesso di decidere cosa doveva mangiare e, se dovevano diventare amici, lui doveva abituarsi a vederla mangiare una spessa, sugosa, bistecca.

    Nessuno gli aveva mai parlato così, a parte i suoi genitori. Ne fu intrigato. "e;Molto bene, può mangiare quello che vuole. Io ho bisogno di lezioni e lei è la nostra unica insegnante. Pranziamo a mezzogiorno?"e; La guardò con la coda dell'occhio. "e;E' accettabile?"e;

    "e;No! Ho un altro appuntamento a quell'ora. Meglio alle 13:00. Ma avremo finito per le 14:00."e;

    Gli angoli della bocca di Sarek si incurvarono verso l'alto, seppure in modo impercettibile. "e;Alle 13:00 andrà bene."e; Si alzò e uscì rapidamente dall'ufficio, sconcertato.

    Amanda soffocò una risata. Che le venisse un colpo se quell'UOMO le avrebbe dato degli ordini!

    Mentre attraversava la hall, Sarek pensò che lei aveva molto da imparare sull'etichetta vulcaniana. Ma si rese anche conto che lui le avrebbe insegnato più che volentieri.

    Amanda raccolse i suoi appunti e si avviò verso la porta. Doveva incontrare Saran e riorganizzare il pomeriggio. Non era impaziente di affrontare il suo disappunto, ma la cosa non la preoccupava molto. Tutto quello che doveva fare era dirgli che l'Ambasciatore aveva bisogno di lei fra le 13:00 e le 14:00. Sapeva che quelle erano parole magiche da quelle parti.

    Sarek e Amanda mangiarono nella sala da pranzo privata, attigua all'ufficio di lui. Era una stanza bene arredata, senza l'esagerata profusione tipica dei ricchi. In effetti era quasi spartana. Il cibo era eccellente. Sarek aveva preso un'insalata e una zuppa di plomeek, mentre Amanda si era fatta mandare all'Ambasciata una cotoletta di vitello. Fu servito anche del vino e, durante il pasto, essi discussero delle differenti culture e lingue della Terra.

    Sarek cominciò la sua lezione immediatamente dopo il pranzo e trovò che lei era un'insegnante del tutto soddisfacente. Era severa con lui, quando necessario, ma anche incoraggiante. Lui la trovava ... simpatica. Lei era contenta della propria umanità e non cercava di modificare il proprio comportamento per "e;fare la Vulcaniana"e;, come facevano molti Umani.

    Cominciò a incontrarla al di fuori delle lezioni. La prima volta che la invitò a cena fuori, lei ne fu sorpresa, gli parve, ma accettò l'invito.

    La sera della cena, Amanda si concesse un lungo bagno di schiuma. Indossò un grazioso vestito di seta di stile cinese, che si intonava perfettamente ai suoi occhi e avvolgeva le sue forme, facendola apparire leggermente sexy. Si spazzolò i capelli fino a farli splendere e li lasciò sciolti sulla schiena. Tornò all'Ambasciata per incontrare Sarek.

    Lui la guardò avvicinarsi; vedendola, il respiro gli si mozzò in gola. L'aveva vista solo in abiti da lavoro, semplici e comodi. Ora era decisamente bella. Salirono sull'auto e partirono per il ristorante.

    Lui aveva progettato di portarla in uno dei migliori ristoranti di S. Fancisco, uno che serviva piatti squisiti sia vegetariani che a base di carne. Quando arrivarono, furono accompagnati al tavolo preferito dell'ambasciatore. Si erano da poco accomodati che la cena fu interrotta da giornalisti e inviati di stazioni olovideo, che volevano sapere chi fosse la signora che lo accompagnava. Lui aveva avuto qualche esperienza con costoro e li aveva trovati, nel migliore dei casi, cafoni. Anche così era seccato dal comportamento dei rappresentanti della stampa. Avevano reso impossibile cenare. Sarek sopportò le loro domande per breve tempo, poi chiese il conto e scortò con decisione Amanda fuori del ristorante.

    "e;La prossima volta, signore, possiamo cenare a casa mia. Faccio una discreta fricassea di verdure,"e; scherzò lei.

    "e;Sono veramente dispiaciuto. Dovremo finire di cenare all'Ambasciata, dove potremo farlo col dovuto decoro."e; La accompagnò alla macchina, che si allontanò dolcemente.

    "e;Preferirei non tornare all'Ambasciata, se non ti dispiace,"e; disse lei.

    "e;Dove vorresti andare? Ti condurrò dovunque ti piaccia, per farmi perdonare questa serata."e; Sarek era mortificato per la piega disastrosa che aveva preso quell'uscita.

    "e;Una passeggiata sulla spiaggia?"e;

    "e;Ora? Ma è buio laggiù ... er, come vuoi. Autista,"e; chiamò. "e;Ci porti alla spiaggia ... ehem,"e; la guardò con un'ombra di confusione sul viso calmo, "e;quale, Amanda?"e;

    "e;La più vicina è a 2,6 km da qui. Si diriga verso il Quartier Generale della Flotta Stellare e prenda la strada che va a sinistra. Ci porterà a uno dei miei posti preferiti. È anche quello dove abito."e; Si voltò a guardare Sarek con occhi scintillanti.

    "e;Ha sentito, autista? Per favore ci porti là."e; Sarek si rivolse ad Amanda, "e;Sei sicura che non ti dispiaccia che io venga nella tua abitazione? Non ti ho neanche ancora portata a mangiare."e;

    "e;Manderò a prendere qualche cosa. Non è un problema. Rilassati."e;

    Sarek si accomodò sul sedile, pensieroso. // Cosa penserà mai di me. Non sono neanche capace di portarla fuori a cena. // Si ricordò di quello che aveva detto sua madre, quando era stato assegnato alla Terra. // Non andare mai a casa di qualcuno a mani vuote, figlio mio. // "e;Vuoi che mi fermi a comprare del vino lungo la strada? Non è un problema ..."e;

    "e;No, ho qualche bottiglia!"e; disse lei con un sorriso enigmatico.

    Sarek la guardò, alzando un sopracciglio. "e;Allora questo sarebbe accettabile."e; Sarek guardò fuori dal finestrino ormai scuro e notò che l'autista stava già rallentando. "e;E' qui che abiti?"e;

    "e;Sì. Questa è la mia casa, per il momento."e;

    L'autista fermò l'auto e aprì la portiera a Sarek. Sarek girò intorno alla macchina per aprire lui stesso quella di Amanda. "e;Per ora basta così. Se avrò ancora bisogno di lei, stasera, chiamerò l'Ambasciata."e;

    Il volto di Amanda tradì la sorpresa a tanta presunzione. // Cosa? Crede forse di restare qui a dormire? //

    Mentre camminavano verso l'appartamento, Sarek rimase leggermente dietro di lei, le mani dietro la schiena. Non poteva vedere la sua espressione stupita. Lei aprì la porta, attraversò il piccolo ingresso ed entrò nel soggiorno. Alzò leggermente la temperatura ambientale, per metterlo più a suo agio. Poi prese un profondo respiro e si girò verso di lui, "e;Ah, Sarek, devo precisare alcune regole."e;

    Lui la guardò con calma. "e;Sì? Quali regole? Mi rendo conto che tu mangi carne, in casa tua. Ti ho già informata che questo non mi offende. C'è forse qualcos'altro?"e;

    "e;Ehem ... sì ... non so come dirtelo ... ma ci proverò. Io non ho l'abitudine di invitare chiunque a casa mia. Sono rimasta sorpresa da ciò che hai detto all'autista."e;

    Lui alzò un sopracciglio. "e;Davvero?"e; Amanda capì dall'espressione di lui quanto le sue parole lo avessero confuso. "e;Lo stavo semplicemente informando che mi tratterrò qui per un poco. Non è piacevole stare seduti in una macchina per ore. Starà meglio all'Ambasciata che qui, fuori dalla tua porta, dove i giornalisti potrebbero vederlo. Mi stavo solo preoccupando della tua privacy."e;

    "e;No, Sarek, tu hai detto, cito testualmente ... Può tornare all'Ambasciata ... La chiamerò se avrò ancora bisogno di lei, stasera. Questo mi fa pensare che ritenevi di restare qui tutta la notte! Cosa che non avverrà, te lo assicuro!"e;

    "e;Ah, è stato un malaugurato errore da parte mia. Non intendevo offenderti. Me ne andrò subito. Ti auguro felice notte."e; Sarek si avviò verso la porta, profondamente umiliato. Si chiese se l'avrebbe mai più rivista; sarebbe stata ancora disposta a dargli lezioni di standard, dopo quella sera? Sapeva di non capire molto i metodi di corteggiamento umani, ma persino lui poteva vedere quanti imperdonabili errori aveva commesso, in quell'occasione. Mentre si apprestava ad aprire la porta, per poco non sospirò, ma si trattenne.

    Amanda sospirò. // Accidenti! Avere a che fare con questi Vulcaniani era cooooooosì frustrante! // "e;Fermo lì,"e; bisbigliò furibonda.

    "e;Sì?"e; Lui si era girato a guardarla. Dall'espressione degli occhi, era chiaro che lei non era contenta, ma sembrava combattuta per qualche decisione da prendere.

    Lei si sforzò di controllare la sua ira. "e;So di essermi espressa malamente e, senza dubbio, noi ... rideremo di tutto questo, in seguito ... ma vorrei almeno darti da mangiare."e;

    "e;Se insisti,"e; azzardò lui. Richiuse la porta. "e;Volevi fare una passeggiata sulla spiaggia. Sei ancora intenzionata ad intraprendere questa attività?"e;

    "e;ACCIDENTI!"e; esplose lei.

    "e;Vorrebbe dire sì?"e;

    Amanda non poté più trattenersi. "e;Smettila! Maledizione, smettila! Io ti insulto e a te non importa un fico, non reagisci neanche! Sì, voglio passeggiare sulla spiaggia!"e;

    Sarek la fissò in assoluta incomprensione. "e;Stavamo litigando? E a che titolo un frutto del basso Mediterraneo entra nella conversazione?"e;

    Amanda non poté trattenersi oltre. Tenendosi i fianchi, cominciò a ridere. Lacrime le correvano sul viso.

    Sarek si chiese se avrebbe dovuto chiamare un medico. Le si avvicinò, ma non aveva assolutamente idea di cosa avrebbe potuto fare per lei.

    Ancora sussultando, Amanda si lasciò cadere sul divano. Annaspando per riprendere fiato, gli disse di sedersi. "e;Oh, Sarek, sei fantastico. Lo sai?"e;

    Lui non seppe cosa rispondere. Sapeva di non voler incorrere di nuovo nelle sue ire. Fino a quel momento, lei lo aveva assalito due volte. Non ne voleva una terza.

    "e;Non ha senso, Amanda. Prima ero presuntuoso, ora fantastico. Mi stai di nuovo confondendo le idee."e;

    "e;Ok, adesso sono calma. Ricominciamo tutto da capo, vuoi?"e; Amanda ridacchiò di nuovo. "e;Scusa, cercherò di spiegarti. Ok, oh accidenti ... è piuttosto sciocco e imbarazzante. Quando un maschio umano o di qualche altra specie porta una donna fuori a cena, di solito ritiene che questo gli dia diritto al suo corpo."e;

    Sarek sedette sull'orlo del sedile, sul divano. Non si era neanche tolto il soprabito. Aspettava che lei continuasse.

    "e;E specialmente se la suddetta donna lo invita poi a casa sua. Era un po' di tempo che nessuno mi invitava fuori, così lo avevo dimenticato."e;

    Lui la fissò. "e;Diritto di fare cosa col suo corpo?"e; Sussultò lievemente, mentre le punte delle orecchie diventavano d'un tratto verdi. "e;Stai dicendo che pensavi che io volessi interagire sessualmente con te, questa notte? Ma se non sono neanche riuscito a portarti a cena, ancora."e;

    "e;No! Non ti sto mettendo allo stesso livello degli altri ... ma è stato quello che hai detto. Tutto quello che volevo era invitarti qui a mangiare qualcosa e fare due chiacchiere. Ti chiedo perdono per essere saltata alle conclusioni sbagliate."e;

    "e;E io ti chiedo perdono per averti messo in questa spiacevole posizione. Vogliamo ricominciare davvero da capo? Vorresti venire a fare una passeggiata con me sulla spiaggia?"e; La guardò con i suoi occhi neri, implorandola di accompagnarlo. Ecco qui un uomo abituato a trattare con i governi ogni giorno, che si impappinava di fronte a questa donna incantevole.

    "e;Sì, con piacere, ma prima vorrei mangiare, perché è passato un po' di tempo dall'ultima volta che l'ho fatto."e;

    Sarek abbassò lo sguardo, le punte delle orecchie ancora verdi. "e;Sì, certo."e; Tornò a guardarla e chiese, "e;Posso togliermi il soprabito?"e;

    "e;Ma naturalmente. Oh ... Sarek, c'è qualcosa che non va nelle tue orecchie ... continuano ad assumere uno strano colore,"e; lo canzonò. Aveva notato quanto fosse a disagio, ma il diavoletto dentro di lei non aveva saputo trattenere quella battuta.

    Lui si sentiva un imbranato, vicino a lei e, quando lei menzionò le sue orecchie, cercò disperatamente di controllare il sangue che le irrorava. "e;Niente di importante, te lo assicuro."e;

    "e;Ne sei certo?"e;

    "e;Sì, ne sono certo. Cosa ordiniamo, per cena?"e;

    Mhmm ... Che ne pensi del Cinese? Fanno ottimi piatti vegetariani."e;

    Lui aveva semplicemente cercato di sviare il discorso dalla propria fisiologia e mancanza di controllo. "e;Cinese è accettabile. Ma ... cosa vuol dire Cinese?"e;

    Amanda glielo spiegò rapidamente, poi aprì la comunicazione col suo ristorante di fiducia. Fece l'ordinazione e appoggiò il pollice allo schermo per il pagamento.

    "e;Quanto tempo ci vorrà?"e; Sarek non aveva mai ordinato cibo da portare a casa ed era incuriosito dal procedimento. Si alzò e appese il soprabito ad un gancio accanto alla porta. Cercando di fare conversazione, chiese: "e;Cosa vorresti fare nel frattempo? Ti piace la musica?"e;

    Amanda lo guardò con attenzione, sembrava a disagio. Si chiese perché. "e;Ti prego, fa come fossi a casa tua; vado a cambiarmi in qualcosa di più adatto a una passeggiata sulla spiaggia. I CD sono lì sullo scaffale a sinistra ... qualunque cosa va bene per me. Ti andrebbe qualcosa da bere?"e;

    "e;Grazie."e; Sarek si avvicinò alla rastrelliera dei CD e vi trovò una miscellanea alquanto eclettica. Scelse una sinfonia di Beethoven e la mise nel lettore.

    Amanda sparì in camera da letto, liberandosi del vestito e del collant. Si infilò una maglietta, una felpa e un paio di pantaloni. Tornò nel soggiorno a piedi nudi, con i calzini in mano. Sarek intravide qualcosa di rosso sui piedi di lei e guardò giù. Amanda seguì il suo sguardo e guardò a sua volta i propri piedi nudi. Le unghie erano laccate di un rosso brillante. Alzò un sopracciglio e chiese: "e;Le Vulcaniane non si dipingono le unghie dei piedi?"e;

    "e;No. C'è qualche significato di cui dovrei essere a conoscenza?"e;

    "e;Nessuno. È una cosa di femmine umane."e;

    Sarek indossava la toga ambasciatoriale, completa di stivaletti alla caviglia. Considerò le brezze che spiravano dall'oceano e si rese conto che sarebbe stato abbastanza caldo così com'era, purché si rimettesse il soprabito. "e;Sei pronta?"e; chiese

    .

    Proprio in quel momento, il campanello suonò. Era la loro cena. Sarek si accorse di essere anche lui affamato e che il cibo aveva un profumo meraviglioso.

    Amanda andò nel cucinino, prese piatti, posate e bicchieri. Si sedette a tavola e gli fece segno di fare altrettanto. Lui entrò nell'intima cucina e si sedette sulla sedia che gli era stata offerta. La guardò estrarre piccoli contenitori da una sporta e aprirli. Alcuni li sistemò di fronte a lui, altri davanti al posto dove lei stessa era seduta. "e;Ecco qua, assaggia questo. Dovrebbe piacerti."e;

    Sarek prese un boccone di prova di chow mein e lo trovò di suo gusto. Guardò Amanda mangiare, lanciando occhiate furtive al disopra della forchetta. Lei stappò il vino e ne versò un poco in entrambi i bicchieri. Lui non si intendeva granché di vini terrestri, ma apprezzò la scelta.

    Chiacchierarono amichevolmente, durante la cena, e aprirono un'altra bottiglia di vino. Dopo cena, si sentivano sazi. "e;Non avevo mai sperimentato la cucina cinese, prima,"e; disse Sarek. "e;L'ho trovata molto soddisfacente. La consumi spesso?"e;

    Amanda si appoggiò allo schienale, facendo roteare il vino nel bicchiere. "e;Sì, abbastanza. Così non devo cucinare. Qualche volta, dopo il lavoro, sono troppo stanca per preparare un pasto completo. E qui ci sono solo io, così trovo conveniente farmelo portare."e;

    Sarek osservò la sua bocca, mentre parlava. Avrebbe voluto toccare quelle labbra piene, sensuali, sentirle sulla propria pelle, ma sapeva che ciò non sarebbe mai avvenuto. Si chiese che sapore avesse, che effetto avrebbe fatto tenerla fra le braccia. // Forse il vino mi fa più effetto di quello che pensavo, // rifletté.

    Amanda notò gli occhi neri che la fissavano. "e;C'è qualcosa che non va, Sarek?"e; chiese.

    Lui si riscosse e rispose, "e;No, affatto. Forse dovremmo fare quella passeggiata sulla spiaggia."e;

    "e;Certo!"e; Amanda saltò su dalla sedia e afferrò un'altra bottiglia di vino. "e;Potremmo averne bisogno per tenere a bada l'aria fredda dell'oceano, non credi?"e;

    "e;Potrebbe tornare utile,"e; convenne Sarek. Non voleva che quella serata finisse, specialmente ora che cominciava a rendersi conto di non aver fatto nessun grave errore nelle ultime due ore. // Forse potrò ancora prendere qualche lezione, dopo tutto, // pensò. // E forse ottenere un altro - come li chiamano gli Umani? - ah sì, un altro appuntamento. //

    Andò alla porta e tolse il soprabito dall'attaccapanni. Mentre lo infilava, notò che anche Amanda aveva indossato un giacchetta leggera. Le aprì la porta e uscirono.

    La luna era piena e illuminava tutta la spiaggia. L'acqua si muoveva avanti e indietro sul bagnasciuga, scintillando.

    Era faticoso camminare sulla sabbia, ma Sarek, essendo cresciuto a ShiKar, lo aveva fatto spesso. Amanda sentiva che la brezza era ancora tiepida; era stata una giornata soffocante, almeno per lei. Sarek era ancora avviluppato nel soprabito, ma dopo mezz'ora di cammino, slacciò le fibbie.

    Mentre camminavano, Amanda si tolse le scarpe e camminò nell'acqua bassa della marea montante. "e;Andiamo, levati le scarpe e vieni qui con me,"e; lo incitò.

    "e;Qual è la logica nel riempirsi i piedi di sabbia?"e; gridò lui di rimando.

    "e;Perché è divertente! Dai, prova! Potrebbe persino piacerti, dio non voglia."e; Lo stava evidentemente prendendo in giro. Persino alla luce tenue della luna, le riuscì di scorgere un angolo della bocca che si incurvava leggermente. Lui si avviò verso di lei, badando di mantenere gli stivaletti più asciutti possibile. // Si muove con la grazia di un gatto, // pensò Amanda. // Se solo riuscisse a rilassarsi. Non è l'Ambasciatore Sarek, qui. Solo Sarek. //

    Uscì dall'acqua e gli andò incontro, con in mano la bottiglia aperta. "e;Tieni, bevi un sorso."e; Non avevano portato bicchieri, quindi Sarek bevve un poco dalla bottiglia. // Se mi vedesse T'Pau, ora! // pensò lui. Con sua sorpresa, il vino sembrava più buono dalla bottiglia, lì all'aria aperta.

    Amanda lasciò che Sarek tenesse la bottiglia e fece scivolare un braccio sotto quello di lui. Camminarono in silenzio per un poco, ognuno perso nei propri pensieri. Poi lei lo guardò. Il suo volto era inondato dalla luce della luna, i suoi lineamenti facevano pensare ad un falco. Lei guardò le orecchie elegantemente appuntite e fu sul punto di allungare una mano a toccarle. Sentiva la forza nel braccio, attraverso gli indumenti, e si trovò a chiedersi come sarebbe apparso nudo.

    Lo attirò più vicino alla riva, mentre camminavano e bevevano. Parlarono della loro infanzia e praticamente di qualsiasi argomento sotto il sole. Lei gli parlò di suo fratello e della sua famiglia e lui di sua sorella, suo fratello e della vita su Vulcano.

    Proprio allora, un'onda gigantesca si abbatté su di loro, facendoli cadere. La forte corrente trascinò Sarek con sé. Sarek, che non aveva mai imparato a nuotare, né si era mai trovato nelle vicinanze di vasti corpi d'acqua, fu preso dal panico. I suoi sensi erano anche annebbiati da tre bottiglie di vino. Gli abiti pesavano una tonnellata e fu trascinato sott'acqua. Annaspò verso la superficie e prese un profondo respiro, prima di affondare di nuovo. Amanda si precipitò in acqua, gridando il suo nome. Finalmente, Sarek sentì la trazione della corrente diminuire e si alzò in piedi. L'acqua gli arrivava al collo e lui si agitava, spaventato; veramente spaventato per la prima volta in vita sua. Amanda lo raggiunse, ma si tenne fuori della sua portata.

    "e;Amanda, aiutami!"e; gridò lui. Amanda era un'ottima nuotatrice, ma sapeva bene quanto fosse pericoloso tentare di aiutare una persona terrorizzata. Avrebbe potuto affogare lei stessa, insieme a lui. "e;Calmati, Sarek! Riesci a toccare il fondo?"e;

    Sarek sentiva le sue parole, ma era ancora spaventato. Si sforzò di riguadagnare il controllo, ma ora anche il freddo si insinuava nella sua coscienza. Sapeva che, se non fosse uscito subito, sarebbe sopraggiunta l'ipotermia e lui sarebbe annegato. Si accorse di essere in piedi sul fondo e rispose: "e;Sì, credo di sì. Ma ho ancora bisogno di aiuto."e;

    "e;Basta che cammini verso di me, Sarek. Io ti guiderò, ma non ti verrò vicino, finché continui ad agitarti così. Io sono qui, ma tu devi calmarti."e;

    Sarek cominciò ad avanzare verso la voce di Amanda. Aveva freddo, tanto freddo. Il suo corpo era intorpidito. I vestiti tentavano ancora di trascinarlo sott'acqua, ma la sua forza vulcaniana gli consentì di muoversi lentamente verso di lei. Quando l'acqua gli fu alla vita, lei corse verso di lui, gli mise un braccio intorno, in parte trascinandolo, in parte spingendolo verso riva.

    Quando furono sulla spiaggia, Sarek crollò sulla sabbia. Tremava come una foglia e i denti gli battevano come una mitragliatrice. Amanda si tolse la giacchetta e gliela avvolse attorno. "e;Puoi camminare?"e; gli chiese.

    "e;Dammi un minuto,"e; rispose lui, rauco. Aveva il respiro affannoso e si sentiva esausto. "e;Dovrei farcela, fra un minuto."e;

    "e;Stai gelando, Sarek. Potresti non avere un minuto. Forza, in piedi!"e; Gli diede uno strattone al braccio e lo aiutò ad alzarsi. Recuperò la bottiglia del vino, che conteneva ancora qualcosa. "e;Tieni, finiscilo. Dovrebbe tenerti caldo, finché arriviamo a casa."e;

    Fu una fortuna che si fossero già incamminati sulla via del ritorno, per cui non rimaneva molta strada da fare. Dopo 10 minuti, erano nell'appartamento di lei. Gli abiti di Sarek gocciolavano e lei sapeva che doveva toglierseli subito. "e;Spogliati!"e; gli intimò.

    Gli occhi di Sarek si spalancarono a quell'ordine. "e;Qui? In soggiorno?"e;

    "e;Sì, qui. Non voglio che mi sgoccioli per tutta casa. Levati quella roba bagnata e io ti trovo qualcosa di caldo da metterti addosso."e; Lo lasciò lì, fradicio, e andò all'armadio guardaroba a prendere due spesse coperte."e;

    Sarek sapeva che ciò che lei gli chiedeva di fare era logico. Non voleva che l'ipotermia peggiorasse ulteriormente. Cominciò a sfilarsi gli indumenti bagnati, lasciandoli cadere in un mucchietto accanto alla porta.

    Amanda tornò con le coperte, mentre lui rimuoveva gli ultimi strati del suo abbigliamento. Vedendolo, le si fermò il respiro in gola. Era bello. Il petto muscoloso era liscio e i capezzoli erano induriti dal freddo. Notò che erano verdognoli e quel colore insolito la affascinò. L'addome era piatto e solido. Non c'era un grammo di grasso superfluo su di lui, osservò. Mentre lei entrava, lui si girò leggermente, consentendole un'occhiata furtiva all'inguine. I peli pubici erano radi. Il pene di media lunghezza, ma grosso; notò che aveva due cordoli, lungo la parte posteriore del glande, invece di uno come hanno gli Umani. I testicoli pendevano orgogliosamente dietro al bel membro. "e;Tieni, avvolgiti con questa."e; Gli tese una coperta e lui ci si infagottò, sedendosi poi sul divano.

    Lei raccolse i vestiti e chiese: "e;Può andare nell'essiccatoio questa roba?"e;

    "e;Non lo so,"e; rispose Sarek. "e;Altri si occupano del bucato."e; Stava ancora tremando violentemente, ma Amanda lo considerava un buon segno. Quando avesse smesso di tremare, allora avrebbe dovuto preoccuparsi.

    "e;Forse dovrei farli asciugare nella doccia sonica."e; Si avviò lungo il corridoio, verso il bagno. Quando fu di ritorno, chiese, "e;Hai bisogno di bere qualcosa di caldo. Ti piace il caffè?"e;

    "e;Preferisco il tè, se ne hai."e;

    "e;Vada per il tè."e; Si sentiva a disagio, perché la passeggiata sulla spiaggia era stata una sua idea. Fra tutti e due, quella serata era stata un completo disastro.

    Tornò con la tazza di tè, "e;Forse dovresti chiamare il tuo autista, ora."e;

    Sarek la guardò, i capelli grondavano ancora acqua. "e;Potrei prima avere un asciugamano e finire il tè?"e;

    "e;Oh, certo! Volevo dire, quando ti si saranno asciugati i vestiti."e; Ora era confusa, si alzò per andargli a prendere un asciugamano. Era sicura che non avrebbe mai più visto Sarek. Almeno, non così. Quel pensiero la rattristò.

    Il giorno dopo, all'Ambasciata, Amanda entrò nel suo ufficio alla solita ora. Notò che c'era un messaggio in attesa sull'unità di comunicazione. Lo aprì e il viso di Sarek riempì lo schermo. Aveva un aspetto terribile!

    "e;Amanda, sono spiacente di non poter prendere la mia lezione di lingua, oggi. Comunque, mi piacerebbe vederti ancora, se per te è accettabile. Come puoi vedere, sono piuttosto malato, dopo la mia ... nuotata dell'altra sera. Per favore, fammi avere una risposta appena puoi."e;

    Lei non sapeva cosa dire. Il cuore le si risollevò alla prospettiva di incontrarlo di nuovo. Magari potevano persino uscire insieme senza che accadessero disastri. È possibile? Aveva pensato a lui per tutta la sera, dopo che se ne era andato. L'immagine del corpo di lui le fluttuava nella mente, la vista di quella nudità la eccitava. Sì, lo avrebbe visto di nuovo. Questo era certo. Rispose al messaggio e si misero d'accordo che lei sarebbe passata da lui dopo il lavoro. La sua residenza era all'interno dell'Ambasciata, quindi non sarebbe dovuta andare molto lontano.

    Pensò a lui per tutto il giorno. A come era, sotto tutti quei vestiti. La sua mente si crogiolava anche all'idea di quello che le sarebbe piaciuto fargli, se avesse potuto convincerlo a togliersi tutti quegli indumenti, senza prima tentare di affogarlo.

    Quando il suo orario di lavoro fu terminato, Saran apparve sulla soglia dell'ufficio. "e;Sono venuto per accompagnarla alla residenza dell'Ambasciatore Sarek. Vuole seguirmi, per favore."e;

    "e;Certamente. Mi lasci finire qui."e;

    Il sopracciglio di Saran si inarcò, ma lui attese pazientemente. Quando ebbe terminato ciò che stava facendo, Amanda lo seguì.

    Salirono per la scala principale fino agli appartamenti privati dello staff vulcaniano. Una volta lì, attraversarono la suite di Sarek, fino alla camera da letto. Saran li lasciò soli e chiuse la porta. Sarek era seduto sul letto, pacchetti di Kleenex tutto intorno a lui. Aveva il naso leggermente verde per tutte le volte che era costretto a soffiarselo. Quando alzò lo sguardo, all'aprirsi della porta, Amanda ebbe l'impressione di vedere un lampo di soddisfazione attraversare il volto austero, ma questo scomparve così rapidamente, che non ne fu sicura.

    "e;Amanda, è un piacere rivederti. È gratificante per me che tu sia venuta. Prego, prendi una sedia. Sev non mi permette di alzarmi dal letto, almeno per ora. È piuttosto protettivo, come guaritore. Come hai passato la giornata?"e;

    Gli occhi di Sarek erano lucidi e, per un Vulcaniano, sembrava piuttosto animato. Lei commentò questo fatto e lui rispose, "e;Non mi piace essere costretto in casa per molto tempo. Divento, in qualche modo, ansioso, se non posso uscire."e; Sembrava imbarazzato a dover ammettere questa sua debolezza.

    Improvvisamente fu scosso da un violento starnuto e la guardò con espressione mortificata. Amanda rise allegramente a quell'espressione patetica. Saran portò del tè e Sarek e Amanda chiacchierarono per un po', finché lei se ne andò per tornare a casa. Gli assicurò che sarebbe tornata a trovarlo il pomeriggio successivo.

    Durante la sua visita, Sev venne a controllare il suo paziente. Le spiegò la gravità del raffreddore. I Vulcaniani erano molto adattati alla ritenzione dei liquidi, quindi quando prendevano un raffreddore, cosa che capitava raramente, il sovraccarico di liquidi, provocato dalla produzione di istamine, poteva affaticare il sistema cardiocircolatorio e, in alcuni casi, risultare fatale. Amanda cominciò a preoccuparsi. Qui, si riteneva che i Vulcaniani fossero indistruttibili. E se Sarek fosse morto per un semplice raffreddore?

    Il pomeriggio successivo, la temperatura di Sarek aumentò seriamente. Amanda arrivò nella sua camera in visita e lo trovò raggomitolato sotto le coperte, che tremava violentemente. Sembrava nello stesso stato in cui era quando lo aveva tirato fuori dall'oceano. Aveva i capelli bagnati di sudore e appiccicati alla fronte. Non aveva mai visto un Vulcaniano sudare, prima di allora, e sapeva che per loro non era una cosa normale. Gli occhi di Sarek erano appannati e le sue mani tormentavano le coperte. Lei chiamò immediatamente Sev e gli raccomandò di portare del ghiaccio; molto ghiaccio.

    Sev accorse nella stanza e la bocca gli divenne una sottile striscia amara, quando vide Sarek. Disse ad Amanda di far scorrere l'acqua fredda nel lavandino e di riempire un catino che le porse. "e;E prenda tutti gli asciugamani che trova. Inzuppi anche quelli nell'acqua fredda,"e; le disse, mentre lei si avviava.

    Mentre lei eseguiva le istruzioni ricevute, Sev tirò via le coperte e sfilò il pigiama a Sarek. "e;Presto,"e; la incitò.

    Amanda tornò di corsa nella camera e vide Sarek nudo sul letto, il corpo madido di sudore.

    "e;Cominci a bagnarlo con panni freddi per favore, Amanda. Non c'è tempo di far venire qualcun altro e dobbiamo abbassargli la febbre più presto possibile."e; Sev aveva messo il ghiaccio, che aveva portato, nel catino d'acqua, per raffreddarla ulteriormente.

    Amanda aveva cominciato a bagnargli il viso, ma Sev le disse di concentrare i suoi sforzi sulle braccia, il petto e l'inguine. "e;Sono questi i punti in cui c'è più sangue che passa in superficie e che quindi devono essere raffreddati per primi,"e; le spiegò. Sev iniziò lui stesso a frizionare petto e braccia, il ché lasciava ad Amanda l'inguine. Lei si fece coraggio e fece cadere un panno bagnato e freddo sul pene. Sarek sobbalzò all'impatto, poi strabuzzò gli occhi e li richiuse. Delirava.

    Amanda lo inondò di acqua fredda. Avvertì il peso del pene e dei testicoli, quando li sollevò per bagnarlo al di sotto di essi. Il pene era grosso e lei poteva sentirne la potenziale durezza sotto la pelle vellutata. Non c'era prepuzio e lei poteva vedere l'intensificarsi del verde sulla testa. Mentre portava a termine il compito assegnatole, si chiese che sapore potesse avere, che effetto avrebbe fatto sentirselo scivolare dentro e fuori. Si rimproverò mentalmente, lanciando un'occhiata furtiva a Sev per vedere se si fosse accorto di qualcosa. No.

    Si diedero da fare fino a sera inoltrata e, finalmente, intorno alle nove, la febbre cominciò a scendere. Sev guardò Amanda, con calore nello sguardo. "e;La ringrazio, T'sai. Le sue azioni sono state esemplari. Sarebbe stato difficile, senza il suo aiuto."e; Le fece un inchino, manifestando il suo rispetto.

    Amanda arrossì a quell'omaggio. Nessuno le aveva mai fatto un simile onore. Si sentiva lusingata. "e;Ho fatto quello che era necessario, Sev. Ma ho molto apprezzato la sua presenza qui."e;

    Gli occhi di Sarek si aprirono faticosamente. Era ancora nudo e scoperto, ma non sembrò rendersene conto. "e;Acqua,"e; chiese con voce roca. Per poco Amanda non si mise a ridere. Ma guarda, lo avevano inondato di acqua per ore e lui aveva sete. Gli tese un bicchiere e lui si sollevò su un gomito per bere. Si guardò e le chiese: "e;Da quanto tempo sei qui, Amanda."e;

    "e;Dall'inizio, Sarek."e;

    "e;Oh."e; Si sdraiò di nuovo. "e;Trovo che sia un pochino freddo qui. Sarebbe possibile avere almeno un lenzuolo per coprirmi, per favore?"e;

    Sev e Amanda si guardarono. Amanda sorrise e Sev alzò un sopracciglio in risposta a quell'espressione. "e;Penso che si possa rimediare qualcosa,"e; disse lei. Lo coprì e aiutò Sev a riordinare la stanza. "e;Devo tornare a casa, ora. Verrò a trovarti domani. Ci vediamo, Sarek."e; Uscì rapidamente dalla camera, lasciando i due Vulcaniani a fissare la porta per cui era sparita.

    *****

    "e;Sì, mi ricordo bene di quelle due serate, Sarek."e; Amanda si raggomitolò accanto a colui che era suo marito da 53 anni. "e;Quella è stata la seconda volta che ti ho visto nudo. Sapevo che mi volevi fin dalla prima sera, ma quando mi sono ritrovata a curarti, mi sono resa conto che anch'io ti volevo."e; Gli accarezzò il petto ancora muscoloso, dopo tanti anni.

    "e;Ricordo la prima volta che ti ho baciata, moglie mia. Non ci sapevo fare molto."e;

    Amanda rise. "e;No, per niente. Premevi le labbra contro le mie, come avevi visto fare da altri umani. Non c'era dolcezza. Dicesti che l'avevi fatto perché stavo parlando troppo. Ma io ti ho insegnato come si baciava e tu sei stato svelto ad imparare."e;

    "e;Mi hai insegnato molte cose. Eri un'insegnante paziente e io uno studente volenteroso. Vogliamo ripassare qualche lezione, moglie mia?"e; Sarek la prese tra le braccia e abbassò il capo per baciarla. Lei aprì le labbra e lui fece scivolare la lingua nella bocca calda di lei. Le lingue duellarono, mentre Sarek le prendeva in mano un seno, grande e ora di nuovo sodo.

    Lui interruppe il bacio e la fece distendere sulla schiena. Guardò la propria mano mentre giocava con i capezzoli di lei, godendosi la sensazione di sentirli indurire fra le dita. Lei inarcò la schiena, invitante. Sarek prese in bocca uno dei capezzoli bruni. Lo strinse appena fra i denti e la lingua, provocando un gemito di piacere. Passò all'altro capezzolo, succhiandolo, giocherellandoci, gustandolo.

    Lei gli infilò le dita fra i capelli e le fece scorrere delicatamente fra essi. Suo marito era più grigio ora, ma sempre un bell'uomo. Mentre lui la succhiava, lei lo guardò sorridendo. Fece scorrere la mano lungo la schiena di lui, fino alle natiche. Le strinse, poi fece scivolare le dita nella fenditura. Aveva le braccia troppo corte per riuscire a raggiungere l'entrata del corpo di lui, ma la notte era ancora giovane. Ci sarebbe stato tutto il tempo.

    Sarek mugolò fra i seni di lei, quindi si tirò su a sedere. Fece scorrere lo sguardo sulla sua bella moglie, con occhi offuscati dal piacere. Quindi si stese di nuovo accanto a lei, accarezzandole l'addome sodo con una mano e spostandola lentamente verso il basso. Lei gli prese la testa fra le mani e lo attirò a sé per un bacio appassionato. Sarek l'assecondò, catturandole la bocca con la propria e facendole roteare la lingua fra i denti. La mano di lui raggiunse il suo caldo obiettivo e un dito si insinuò nell'umida fessura. Amanda allargò le gambe per facilitargli l'accesso. Lentamente, sinuosamente, lui mosse il dito avanti e indietro, spingendosi ogni volta più a fondo.

    Amanda interruppe il bacio e si protese verso il pene eretto. Massaggiò la testa stillante con il pollice, premendo delicatamente contro il corpo spugnoso. Sarek trasalì leggermente, quando lei gli stuzzicò l'orifizio con l'unghia, spargendo il fluido che ne colava sulla calotta. I cordoli fremevano lievemente, ogni volta che lei ripeteva quel gesto. Il pene le si irrigidì ulteriormente nella mano e lei poté sentire l'acciaio al di sotto della seta.

    Sarek le infilò dentro un altro dito, spingendo più forte, poi, improvvisamente, le tirò fuori entrambe, sottraendole contemporaneamente il pene. C'era un bagliore malizioso nel suo sguardo.

    "e;E' mia intenzione farti godere con la bocca, Amanda."e; Spiegò serio. "e;Ma per fare ciò devo spostarmi."e; Si mosse rapidamente verso il fondo del letto e si stese a pancia sotto fra le gambe di lei. Le infilò le mani sotto le natiche sollevandola leggermente. Quindi abbassò la testa e aspirò la sua essenza. "e;Mi sei mancata così tanto, moglie mia!"e; La tenerezza di lui la fece fremere di eccitazione. Sarek si chinò su di lei e le baciò il sesso. Poi prese delicatamente la clitoride fra i denti e la colpì leggermente con la punta della lingua. Ad ogni colpo, Amanda spingeva con i fianchi verso di lui. Sarek continuò il trattamento, finché lei cominciò a contorcersi sul letto, affondandogli le mani fra i capelli. Poi, vedendo che lei non resisteva più, lui spinse la lingua in profondità dentro di lei. Lei gli avvolse le gambe intorno alle spalle, tremando per la forza dell'orgasmo. "e;Oh, Sarek!"e;

    L'orgasmo fluì rapidamente da lei e lui si affrettò a succhiarlo. Aveva un sapore così dolce! Non ne aveva mai abbastanza. In fine il tremito cominciò a calmarsi, fino a cessare del tutto. Lui alzò lo sguardo per guardarla, ansimante, con i capezzoli eretti e il viso acceso. "e;E' stato accettabile per te, mia amata?"e; chiese con aria innocente.

    Lei gli diede una spinta. "e;Sai perfettamente che lo era, Vulcaniano!"e; Adesso tocca a me. Sdraiati sulla schiena!"e; gli ordinò.

    A Sarek piaceva quando lei voleva dominare. Obbedì all'ordine. "e;Così?"e; Stava disteso a pancia in su, il membro eretto e stillante.

    "e;Sì. Esattamente così."e; Gli occhi di lei lampeggiarono, alla vista del pene orgoglioso, con la testa color verde giada, che pulsava leggermente in accordo col battito cardiaco. "e;Voglio farti qualcosa che non ti ho mai fatto prima. Ci stai?"e;

    Sarek era incuriosito. Avrebbe detto che, in tutti quegli anni, avevano fatto tutto quello che era possibile fare. "e;Certamente, moglie mia. Di cosa si tratta?"e;

    "e;Chiudi gli occhi e non ti muovere. Ti assicuro che non ti farò male."e;

    Lui avvertì una punta di trepidazione, ma chiuse diligentemente gli occhi. La sentì alzarsi dal letto e rovistare in un cassetto. La sua curiosità crebbe, ma continuò a tenere gli occhi chiusi, secondo le istruzioni. Dopo alcuni minuti, sentì che gli stava mettendo qualcosa di soffice, ma robusto, intorno al polso destro, poi al sinistro. Sentì le proprie braccia che venivano alzate al di sopra della testa. "e;Apri gli occhi,"e; disse lei.

    Sarek alzò lo sguardo e si accorse di avere le mani legate alla testata del letto. Si rese conto che avrebbe potuto liberarsi, se avesse voluto, ma non aveva nessuna fretta di farlo. "e;Sono in tuo potere, sembra."e;

    "e;Proprio così."e; Lei si spostò dalla parte dei piedi e glieli legò al fondo del letto. Lui avvertì la sua erezione irrigidirsi ulteriormente a quel gesto. Le si inginocchiò sul letto, vicino a lui e glielo afferrò. Cominciò a masturbarlo delicatamente, mentre con l'altra mano gli accarezzava i testicoli, facendoli roteare nello scroto. "e;Ti piace?"e;

    "e;Lo sai che mi pace."e; Sarek cominciò ad agitarsi sul letto, i genitali in fiamme. Lei continuò ad accarezzarlo. Gli occhi di lui si offuscarono di passione. "e;C'è solo un piccolo difetto, Amanda. Non posso toccarti come vorrei, così legato."e;

    "e;E' proprio questa l'idea, Sarek. Sei completamente sotto il mio controllo. Farai solo quello che io ti lascerò fare. È chiaro, signor ambasciatore?"e;

    "e;Perfettamente. Chiedo il permesso di spingere nella tua mano."e;

    "e;Permesso rifiutato, signor ambasciatore. Spingerai quando lo dirò io.

    "e;

    Sarek sgranò gli occhi. Sua moglie non aveva mai dato segno di voler esercitare un tale dominio su di lui. Trovò che la cosa lo eccitava ancora di più.

    Lei continuò ad accarezzargli il pene, passando il pollice lungo la fessura lacrimosa e spandendo il liquido sulla testa e lungo la verga. Poi, lentamente, accostò la bocca e inghiottì la cupola. Sarek trasalì e sollevò le anche, suo malgrado. Amanda lasciò andare il pene e lo colpì leggermente con un dito. "e;Ho detto non spingere, ricordi?"e;

    Sarek non provò dolore, quando lei lo colpì, in effetti, quel gesto lo eccitò ulteriormente. "e;Chiedo perdono."e; Si concentrò per ristabilire il suo precario controllo, mentre lei lo prendeva di nuovo nella sua bocca rovente. Lui si mise a calcolare il valore di pi greco, per impedirsi di trasgredire la consegna.

    Amanda leccò il pene dalla base alla testa, continuando a giocare con i testicoli. Sapeva che Sarek avrebbe potuto resistere solo per poco tempo, prima di venire, ma era decisa a tirare fino al massimo possibile. Quando lo aveva colpito col dito, intimandogli di non muoversi, si era sentita inebriata dal senso di potenza. // E' divertente, // pensò, // a patto di non esagerare. //

    Fece scivolare una mano dietro i testicoli e tastò il ruvido pertugio. Sarek la guardò con circospezione, sapendo che se lei avesse introdotto il dito, lui non avrebbe potuto fare a meno di spingere. Le mandò un avvertimento attraverso il legame mentale. Amanda alzò lo sguardo, la bocca ancora piena di lui, e gli sorrise con gli occhi. Mentre lui sosteneva il suo sguardo, lei premette il dito sull'orifizio, finché questo cedette. Lo spinse dentro fino alla nocca, poi lo tirò indietro e lo spinse di nuovo. Poteva sentire il membro di Sarek guizzarle in bocca. Continuò nel suo gioco, mentre lui ora spingeva si ritraeva nella sua bocca, incapace di fermarsi. Lei lo lasciò fare.

    "e;Chiedo il ... permesso di ... parlare."e;

    Sollevò la testa quanto bastava per vederla annuire.

    "e;Sto venendo, Amanda,"e; gemette. Detto questo, inarcò la schiena e sentì il proprio seme che si riversava nella bocca di lei e sentì lei che lo inghiottiva. Il dito continuava a strofinarsi contro la prostata, con esasperante regolarità. "e;Oh A'Tha!"e; gridò lui. Infine crollò, esausto, sul materasso.

    Amanda lo lasciò andare e ritrasse il dito. Si allungò sul letto e lo baciò, in modo che lui poté assaporare se stesso, sulle labbra di lei. Lui rispose al bacio con passione. Finalmente lei si staccò e restò seduta a guardarlo.

    "e;Adesso mi liberi?"e;

    "e;No. C'è ancora una cosa che voglio fare, marito."e;

    "e;Beh, almeno adesso sono marito, non signor ambasciatore. È un progresso. Cos'è che vuoi fare?"e;

    "e;Questo."e; Gli si mise a cavalcioni appoggiando il proprio sesso su quello di lui. Cominciò a strofinarglisi contro. Mentre continuava in quel movimento, allungò una mano e gli pizzicò i capezzoli. Si chinò in avanti e ne prese uno in bocca, picchiettando l'atro con le dita. Sarek si contorse sul letto, sforzandosi di non spingere troppo forte.

    Amanda si raddrizzò, afferrò il pene e, lentamente, si abbassò su di esso, impalandosi con quel pezzo di acciaio. Roteò le anche, sentendo il membro fremere e ingrossarsi dentro di lei. Poteva sentire i cordoli premere contro i lati della vagina, aumentandole il piacere. Si sollevò finché non le restò dentro che l'estremità della punta, poi tornò ad abbassarsi lentamente.

    Sarek sgranò gli occhi e buttò indietro la testa. Era in fiamme, i suoi genitali erano in fiamme. Ogni nervo era vivo e carico di stimoli. Si spinse incontro a lei, mentre lei si abbassava. Ancora e ancora, continuarono così. La stanza risuonava del suono della carne che schioccava contro altra carne. Mantennero il ritmo, finché lui sentì i testicoli che si contraevano. "e;Presto, Amanda, presto,"e; gemette. Ancora un paio di spinte ed entrambi furono oltre il limite. Il seme bollente la riempì. Un'ondata di piacere dopo l'altra li attraversò entrambi, mentre il legame mentale esplodeva.

    Alla fine, completamente esausta, Amanda si staccò da lui e gli si distese accanto, appoggiandogli la testa sul petto. "e;E' stato magnifico. Era tanto che non godevo così!"e; Emise un sospiro soddisfatto, quasi scivolando nel sonno.

    "e;Amanda,"e; chiamò dolcemente la voce di Sarek. "e;Non stai dimenticando qualcosa?"e;

    "e;No, non mi pare. Cosa?"e;

    "e;Scioglimi!"e; La voce era imperiosa, ma lei poté cogliervi una nota di umorismo.

    "e;Oh, sì. Scusami, Sarek."e;

    Si alzò dal letto e lo slegò. Quando tornò a infilarsi sotto le coperte, lui la prese fra le braccia, mormorando: "e;Così va meglio."e;

    Caddero in un sonno profondo, entrambi con un leggero sorriso sul volto. Ci sarebbero stati ancora molti anni insieme e tanti ricordi da condividere.