di Anna Perotti
SOMMARIO: Un giovanissimo Spock si perde in un deserto vulcaniano insieme ad un suo cugino umano. Entrambi i ragazzi impareranno qualcosa da questa avventuraGIOCHI DA RAGAZZI
L'aereomobile oscillò paurosamente, procedette un po' seguendo una strana rotta sinusoidale, quindi perse bruscamente quota e andò a piantarsi nel fianco di una duna sabbiosa, sollevando una gran nuvola di polvere. Dal portello di emergenza uscì un ragazzo umano sui quattordici anni, sciorinando tutte le imprecazioni, che, nella sua breve vita, aveva avuto il tempo di imparare, più qualcuna inventata per l'occasione. Dietro di lui veniva un vulcaniano all'incirca della stessa età, il cui cupo silenzio esprimeva un disappunto non inferiore a quello del suo compagno terrestre:
"Mark, avevi detto che sapevi manovrarla!" disse infine, senza sforzarsi troppo di dissimulare la nota di rimprovero nella voce.
L'altro reagì in tono aggressivo: "Zitto, Spock, non metterti a fare prediche! ne dovrò già sentire abbastanza da mio padre!".
Un indignato sopracciglio corse a nascondersi sotto la frangetta del Vulcaniano: LUI si preoccupava di suo padre! ... Il padre di Mark, fratello maggiore di Amanda, era uno stimato commerciante di attrezzature agricole, che intratteneva parecchi rapporti di affari su Vulcano, la cui agricoltura necessitava di tutte le tecnologie reperibili, per riuscire a trarre dal suo arido suolo nutrimento sufficiente per i suoi pur morigerati abitanti.
Dopo Amanda, lo zio Sherman era l'Umano più amabile e gentile che Spock conoscesse (non che ne conoscesse poi molti in realtà!). Certo non si sarebbe congratulato con Mark per la sua brillante impresa, anzi avrebbe sicuramente dichiarato, con un tono di voce sgradevolmente alto, che suo figlio era un "irresponsabile idiota" (un giudizio che Spock era spesso portato a condividere!), ma, alla fine il sollievo di ritrovare incolume il suo scriteriato rampollo avrebbe prevalso contro ogni logica e la punizione sarebbe stata irragionevolmente lieve. Ma ... Sarek! Spock rabbrividì raffigurandosi lo sguardo di gelida riprovazione e le parole, più dure della roccia di whorlik, con cui sarebbe stata pronunciata la sua condanna: ... come aveva potuto, lui che era stato allevato nel più rigoroso rispetto delle leggi di Surak, lasciarsi trascinare in quella sciagurata impresa da un illogico Umano? ...
Di certo il fatto che l'idea di prendere in prestito l'aereomobile, noleggiata da Sherman per i suoi spostamenti, fosse stata di Mark, non sarebbe servito a migliorare la sua posizione!
E neppure il fatto che Mark, per vincere la sua (purtroppo debole) resistenza, avesse ripetutamente dichiarato di aver già guidato molte volte simili veicoli, sulla terra, e con il consenso del padre. Un consenso, che solo la momentanea assenza di questi (una malaugurata circostanza!) gli impediva di ottenere anche in quell'occasione. Una spudorata menzogna! ... talmente priva di logico fondamento, che solo uno sciocco ragazzino, affascinato dalla prospettiva di tenere per qualche istante i comandi, poteva aver preso per buona! ... No, Sarek non avrebbe accettato scuse e la punizione sarebbe stata tremenda! ... per un momento il ragazzo vulcaniano considerò seriamente la possibilità di rifugiarsi in se stesso, lasciandosi cadere in una trance irreversibile.
Mark intanto si era tolto la camicia e, mentre sfogava il suo malumore prendendo a calci la sabbia, esponeva la sua fragile epidermide umana ai raggi incrociati di due soli, il più grande dei quali era ormai prossimo allo zenit. Spock scosse la testa con un sospiro: abbandonato a se stesso, Mark non sarebbe sopravvissuto a lungo nel deserto. Anche se mentecatto, quello era pur sempre suo cugino! ... i propositi suicidi furono accantonati.
Nei veicoli vulcaniani l'attrezzatura di sopravvivenza nel deserto faceva parte delle dotazioni di sicurezza obbligatorie, come le cinture di salvataggio nei natanti e i paracadute nei velivoli d'alta quota. Spock estrasse due mantelli atermici dai loro alloggiamenti sotto i sedili e ne lanciò uno al Terrestre: "Farai bene a coprirti o ti ustionerai gravemente, a quest'ora i raggi solari sviluppano una temperatura pari a ..."
"Risparmiami la lezione di fisica!" ringhiò l'altro esasperato.
Quel suo cugino aveva la capacità di mandarlo fuori dai gangheri. Qualunque cosa facesse, quello se ne veniva fuori con le più catastrofiche previsioni! e, cosa ancor più irritante, di solito i fatti gli davano ragione.
"Menagramo!" brontolò fra i denti, mentre si rassegnava ad indossare lo scomodo indumento.
"Bene, signor sapiente, cosa proponi di fare adesso?"
Non lo avrebbe ammesso neanche sotto tortura, ma era spaventato a morte e sperava davvero che il suo logico cugino fosse in grado di tirarlo fuori dai guai.
Spock era rientrato nell'aereomobile e stava esaminando le attrezzature di bordo: la radio era fuori uso (o almeno lui non riusciva a farla funzionare), ma il computer non sembrava danneggiato. Gli era anche venuto in mente che, forse, liberando i condotti di raffreddamento dalla sabbia e ripristinando alcuni collegamenti, avrebbe potuto tentare di farla ripartire, ma aveva già sperimentato la guida di Mark e, per quel giorno, ne aveva avuto abbastanza! e poi non era affatto sicuro di riuscirci: i programmi di studio delle scuole secondarie non includevano la riparazione di aereomobili! Concentrò quindi la sua attenzione sul computer e, con l'aiuto dei pochi punti di riferimento offerti dal paesaggio, calcolò la loro posizione.
"Mhmm ... l'oasi di Trih-shal è solo a un giorno e mezzo di cammino da qui: possiamo farcela!"
"Ma che fortuna!" esclamò ironico Mark, a cui la prospettiva della scarpinata sotto il sole non piaceva affatto.
"Sì, una circostanza molto favorevole" rispose in tutta serietà Spock, estraendo una tavola da trasporto e attivandone il dispositivo antigravitazionale.
"Questa sì che è un'idea geniale, cugino! -esclamò Mark balzando a sedere sulla tavola- ci viaggeremo sopra a turno, e, dato che sono il più anziano, a me spetta il primo turno!".
Spock afferrò il bordo con entrambe le mani e lo sollevò di scatto, mandando il cugino a ruzzolare nella sabbia: "La tavola serve per i viveri e l'equipaggiamento, noi andremo a piedi!".
Mark gli indirizzò uno sguardo di puro odio, ma non disse nulla.
***
"Ancora niente?", Amanda scrutò con apprensione il volto teso del fratello, questi crollò il capo desolato. Dal momento in cui si erano accorti della scomparsa dei due ragazzi e dell'aereomobile, Sherman era rimasto incollato alla stazione di comunicazione: aveva messo in allarme la polizia, contattato gli ospedali, i Ranger del deserto, aveva chiesto aiuto persino agli agricoltori della zona, che erano suoi clienti.
"Non avrei dovuto lasciarlo qui solo! -esclamò, prendendo a passeggiare nervosamente avanti e indietro- quel ragazzo è un vero demonio, va sorvegliato a vista! ... non avrei dovuto neanche portarlo qui con me! ... in collegio! ecco qual è il suo posto! uno di quei bei collegi all'antica, dove non gli fanno neppure alzare la testa!"
Avvezza ormai da anni alla severa disciplina vulcaniana, Amanda aveva talvolta giudicato suo fratello un po' troppo indulgente verso i suoi figli: troppo preso dai suoi affari per capire a fondo le loro esigenze, tendeva a volte a lasciar correre, per risparmiarsi complicazioni, che non avrebbe avuto il tempo di affrontare. Niente di strano che quei ragazzi reclamassero maggiore attenzione, cacciandosi in pasticci sempre più grossi! ... ora però le sembrava che stesse cadendo nell'esagerazione opposta.
"Mark non è un cattivo ragazzo," disse con voce quieta "è solo un po' vivace: tutti i ragazzi lo sono ..."
Cercare di tranquillizzare il fratello l'aiutava a controllare l'angoscia che le saliva dentro.
"Tuo figlio non è così, lui ha la testa sulle spalle!"
"In questo caso, non mi pare che abbia dato prova di maggior buon senso".
"E' stato certamente Mark a trascinarlo! l'avrà ubriacato di chiacchiere, ... chissà che balle gli ha raccontato!".
Amanda non rispose, probabilmente Sherman aveva ragione. Lei però non era troppo sicura di gradire quell'interpretazione, che assegnava a suo figlio il ruolo del bravo bambino un po' tonto. Comunque tutto questo, al momento, aveva poca importanza: purché non fosse successa una disgrazia! ... suo fratello era tornato alla stazione di comunicazione e stava certamente mettendo a dura prova l'impassibilità di qualche austero funzionario di polizia; quanto a suo marito ... Quando era stato informato dell'accaduto, Sarek non aveva detto una parola, si era rinchiuso nel suo studio e non ne era più uscito. Probabilmente stava meditando sulla "follia", che l'aveva spinto a mescolare il suo sangue con quella razza di illogici alieni. Si sentì sola.
***
L'ultimo sole era tramontato fra le dune, Spock finì di sistemare il campo per la notte, aiutato da un Mark immusonito: le lunghe ore di marcia attraverso il deserto non erano state facili per nessuno dei due. Mark si era lamentato continuamente del caldo, della sete, della fame e Spock aveva dovuto minacciare di far valere la sua superiore forza fisica, per difendere le scorte di cibo e acqua, che, se lo avesse lasciato fare, sarebbero state spazzate via nelle prime ore di cammino. Alla fine però il Terrestre aveva ceduto: nonostante la sua naturale insofferenza per la disciplina, non era così stupido da non comprenderne la necessità in un simile frangente.
Spock, dal canto suo, aveva finito per rendersi conto che il ragazzo umano, fisicamente più debole e meno allenato, doveva sopportare uno sforzo molto maggiore del suo, così aveva messo parte delle provviste in uno zaino, che si era caricato sulle spalle, e gli aveva consentito di percorrere gli ultimi chilometri sulla tavola. Saggia decisione, visto che, appena salito sulla tavola, Mark si era raggomitolato come un gatto e si era addormentato, russando ... come qualcosa di decisamente più grosso di un gatto!
Ora si stava progressivamente svegliando e sembrava di pessimo umore. Spock notò che si muoveva goffamente: poveretto, doveva avere i muscoli indolenziti! dalla borsa dei medicinali trasse un flacone di olio tonificante.
"Massaggiati le gambe con questo, ti farà passare il dolore. Poi bada di tenerle ben coperte o il freddo della notte ti farà venire i crampi!".
Dopo il pasto, che il Vulcaniano, calcolata l'entità delle provviste, la strada ancora da percorrere e la velocità di marcia (con Mark sulla tavola, ovviamente!), aveva deciso che potevano concedersi di una certa abbondanza, anche Spock cominciò ad avvertire una certa stanchezza e sarebbe stato propenso a mettersi a dormire, ma, stranamente, Mark fu di diverso avviso.
Le risorse di un ragazzo di quattordici anni sono infinite! rimesso in sesto dal massaggio, rifocillato dal cibo e rinfrancato dal pisolino sulla tavola, Mark aveva recuperato gran parte della sua vivacità e sembrava non avere nessuna voglia di dormire. Si mise a rovistare nel mucchio dei bagagli e ne estrasse una piccola scatola nera lucente: era il proiettore di ologrammi portatile, che suo padre usava per illustrare meglio i pregi della sua mercanzia ai possibili acquirenti. Spock non si era stupito quando il cugino aveva voluto recuperarlo dal bagagliaio dell'aereomobile, gli era sembrato logico che, al danneggiamento del veicolo, Mark non volesse aggiungere la perdita del costoso apparecchio. Ma ora non riusciva proprio ad immaginare cosa volesse farne: gli sembrava improbabile che volesse intrattenerlo con una dimostrazione del funzionamento dell'ultimo modello di irrigatore automatico a otto velocità, completo di sonda rabdomante e trivella! ... infatti: da una tasca dei calzoni l'Umano tirò fuori una microscheda che aveva tutta l'aria di non far parte del campionario paterno.
"Questa -esclamò trionfante- l'ho trovata in un porno-shop rigeliano: da quelle parti non fanno tante storie per l'età!".
Quest'ultimo dettaglio Spock lo aveva già sentito dire, ma cosa poteva mai essere un porno-shop? incuriosito, si apprestò a guardare lo spettacolo: appena Mark ebbe attivato il congegno, davanti ai loro occhi si materializzò una figura femminile assai ben definita, che sembrava stesse ... uh? ... preparandosi a fare il bagno? ... di certo si stava svestendo, ma, qualunque fosse lo scopo di tale attività, non doveva avere molta fretta ... infatti, ogni volta che si toglieva un indumento (ne aveva decisamente molti, alcuni stranissimi e, così gli pareva, assolutamente inutili!), lo faceva compiendo una serie di strani gesti, del tutto superflui.
"Che te ne pare? non è fantastica?" chiese Mark in tono sgradevolmente eccitato. Spock rifletté qualche istante prima di rispondere. Improvvisamente si sentiva invaso da una strana, assolutamente inspiegabile, inquietudine.
"Uhum, ... mi sembra un modo piuttosto illogico di spogliarsi" riuscì infine a dire.
Mark lo fissò incredulo, domandandosi se suo cugino fosse ritardato, o ... bah! figurarsi se quel guastafeste non trovava il modo di sciupargli anche quel divertimento! si avvolse per bene nella coperta, (coprire bene le gambe, mi raccomando! ... uff, peggio di una vecchia zia! ...), spense rabbiosamente il proiettore e si mise a dormire.
La figura danzante rimase per un attimo immobile, bloccata nell'atto di lanciare in aria un paio di slip scintillanti di paillette, poi scomparve. Spock rimase per un po' a fissare il buio con una punta di rammarico: effettivamente le ultime fasi gli avevano rivelato alcuni dettagli del corpo femminile, di cui fino ad allora aveva visto solo la riproduzione sezionata sulle tavole di anatomia, traendone un'impressione affatto diversa! ... interessante! ... si addormentò chiedendosi se mai, nella vita, avrebbe avuto occasione di visitare un porno-shop rigeliano.
***
Con rinnovata ansietà, Amanda guardò l'aereomobile della polizia alzarsi in volo e allontanarsi: a bordo c'erano suo marito e suo fratello. Avrebbe voluto andare con loro, ma Sarek aveva sentenziato che era più logico che lei rimanesse ad aspettare a casa: non aveva voluto contrariarlo ulteriormente, ma era sicura che, con quella decisione, la logica non c'entrasse per niente. Le sembrava piuttosto una punizione per ... il suo sangue umano, causa indiretta dello sconsiderato comportamento di Spock. Quando era arrivata la notizia che i due ragazzi erano giunti sani e salvi all'oasi di Trih-shal ed erano ospiti del locale centro di assistenza, lei e Sherman si erano abbracciati piangendo, lasciando così sfogare tutta l'ansia accumulata in quelle terribili ore. Sarek si era limitato ad alzare un sopracciglio, aveva chiesto che gli fosse fornito un mezzo per recarsi immediatamente sul posto e aveva atteso, con dignitoso distacco, che i due umani mettessero fine a quella riprovevole esibizione emotiva. Non c'era stato verso di cavargli una parola circa i provvedimenti, che intendeva prendere, ma il suo sguardo non lasciava presagire nulla di buono. Forse per la prima volta, dopo tanti anni, Amanda sentì che le sarebbe stato difficile far propria la severa intransigenza del marito.
***
Mark continuava a passeggiare nervosamente per la sala d'attesa, dando prova di notevole resistenza, per uno che aveva appena percorso trenta miglia di deserto. Spock, seduto su una panca, con un bicchiere di succo di kwala in mano, lo osservava stancamente: quel giorno, il cugino gli aveva offerto un campionario di comportamenti umani quanto mai ricco. Quando, alla mattina, lo aveva svegliato per riprendere il cammino, era apparso svogliato e di malumore, per un bel pezzo non gli aveva rivolto la parola e aveva mantenuto un atteggiamento scontroso; quando, più tardi, piccoli mutamenti del paesaggio avevano cominciato a testimoniare l'avvicinarsi della meta, era stato preso da un'incontenibile euforia: benché in quel momento entrambi i soli fossero alti nel cielo e la calura tale da procurare un certo disagio allo stesso Spock, si era messo a saltellare intorno cantando: "Sono alto, sono bello, ho tre metri di pisello!", cosa che aveva indotto Spock a riflettere sull'inguaribile tendenza alla menzogna degli Umani (in effetti Mark, benché fosse di qualche mese più anziano, gli arrivava poco oltre la spalla; il suo viso, già cosparso di efelidi, era da qualche tempo invaso da una vistosa acne giovanile; quanto al resto ... ogni commento era superfluo!). Ora sembrava essere sui carboni ardenti.
"Mark, ti prego, cerca di controllarti e vieni a sederti!" disse, notando, con un certo imbarazzo, l'occhiata di disapprovazione di un'infermiera. Riluttante, Mark sedette accanto al cugino e rimase per un po' a fissare il vuoto, tormentandosi le dita, fino a farle scricchiolare.
"Spock," disse infine "... mi dispiace di averti tirato in questa avventura, ... ti ho messo nei guai, per uno stupido capriccio ..."
Spock fu sorpreso da quell'ammissione: era esattamente ciò che aveva pensato fino a quel momento, ma ... sentirglielo dire ... La sua innata onestà lo indusse a considerare più obiettivamente la situazione.
"Io sono responsabile quanto te, non mi ci hai costretto! sapevo benissimo che era una cosa sbagliata, ma ho preferito non pensarci: ho agito in modo illogico ..."
"Comunque non avrei dovuto proportelo, anche se ..." proseguì Mark, incoraggiato dall'atteggiamento comprensivo dell'altro, "per me è stata una fortuna che tu abbia accettato di accompagnarmi. Se fossi stato solo, credo proprio che ora sarei ancora là, ... divorato dagli avvoltoi!" Rabbrividì, immaginandosi la scena.
"No, impossibile!" ribatté Spock con convinzione "... dai lematya forse o dai girswal, ma non dagli avvoltoi ..."
"Aspetta, non dirmelo! ... non ci sono avvoltoi su Vulcano?"
"No"
"Oddio, Spock, sei straordinario!" esclamò Mark in tono lamentoso "sarà che di logica non sono molto pratico, ma non riesco mai a tenere il filo di un discorso con te!" quindi, ignorando lo sguardo interrogativo del cugino, riprese, facendosi serio: "Cosa credi che ti faranno?"
Spock si strinse nelle spalle: "Non ha molta importanza quale sarà la punizione: per spiacevole che possa essere, non durerà per sempre ... E' quello che mio padre penserà di me ..."
"Oh, ai vecchi non va mai bene niente!" esclamò Mark, in tono da esperto. "Non vale la pena di preoccuparsi per questo!"
"No, tu non capisci: ... io mi sono comportato come ... un Umano!"
"E allora? ... tu sei mezzo umano! ... credi che, se tuo padre considerasse questo fatto tanto riprovevole, avrebbe sposato zia Amanda? ... che diavolo vuole?" aggiunse con indignato vigore (lo zio Sarek non gli era mai piaciuto molto!) "... mica gliel'hai chiesto tu di darti una madre umana!"
Mark si esprimeva in modo rozzo e brutale. Spock non avrebbe mai osato formulare pensieri tanto irriguardosi, ... eppure (non poteva non riconoscerlo) c'era una certa logica in quel ragionamento: decisamente più di quanta avrebbe mai potuto aspettarsi da suo cugino ...
***
L'aereomobile scivolava silenziosa a bassa quota, sfiorando i picchi rocciosi, che si elevavano a tratti sulla sconfinata distesa di sabbia. Al suo interno il silenzio era assoluto. Sherman lanciò uno sguardo al viso impassibile del cognato: si sentiva responsabile per Spock, a cui, ne era certo, doveva la vita del suo ragazzo. Per l'ennesima volta maledisse il giorno in cui aveva deciso di portarlo con sé in quel viaggio di affari, con la speranza che qualche giorno trascorso in compagnia del più assennato Spock avesse una buona influenza sul figlio caparbio e ribelle. Non sapeva ancora in che modo, ma stavolta Mark avrebbe dovuto pagare la sua sconsideratezza!
"Sarek," azzardò "intendi punire tuo figlio?"
"Naturalmente, Spock ha tradito la nostra fiducia. Si è reso colpevole di furto e inganno".
"Ma è stato certamente Mark a trascinarlo! e, comunque, è certo merito di Spock, se sono usciti vivi da questa avventura. Mark non avrebbe mai saputo cavarsela da solo nel deserto!"
"Supposizioni!" dichiarò sprezzante il Vulcaniano.
"Logiche deduzioni!" rintuzzò l'altro. Tra i due scese di nuovo il silenzio: L'Umano cominciò però a sperare di aver insinuato un dubbio in quella testa dura di vulcaniano; il suo istinto di venditore gli suggerì che quello era il momento di insistere.
"Cosa gli vorresti fare?" chiese bruscamente.
Sarek sussultò a quella domanda diretta: quello non era certo un argomento da discutere con un Terrestre, abituato ad affrontare certi problemi da un punto di vista emotivo; era riuscito ad eludere le mute implorazioni di sua moglie, ma ora non poteva esimersi dal rispondere.
"Lo affiderò ai maestri, per un periodo di rieducazione ..."
Stavolta fu l'Umano a sussultare, ne sapeva abbastanza delle usanze vulcaniane per rendersi conto di ciò che implicava quel progetto: al confronto l'idea del collegio, che, in un primo momento, aveva preso in considerazione per Mark, gli sembrava una vacanza premio! La compassione gli fece dimenticare la prudenza.
"Accidenti, Sarek," esclamò con fervore, "non ti sembra di esagerare? è solo un ragazzo che ha commesso uno sbaglio! ... tutti i ragazzi sbagliano qualche volta! ... o voi siete tutti infallibili dalla nascita? ... scommetto che anche tu, all'età dei nostri figli, hai combinato qualche pasticcio!"
Si pentì immediatamente di quell'ultima frase. Era evidente che Sarek non l'aveva gradita: era tornato a chiudersi in un ostinato mutismo, lo sguardo inespressivo, fisso davanti a sé, il viso immobile, come scolpito nella pietra. Sembrava distante anni luce.
"Accidenti a me!" pensò "me lo merito proprio un figlio come Mark! ... io non ho più buon senso di lui!"
...
"Mio nonno aveva un'automobile, ..." la voce di Sarek era poco più di un sussurro, ma risuonò come una fanfara agli orecchi dell'allibito Umano. "Un pezzo di antiquariato di grande valore. Io avevo quindici anni, ... non ... volevo ..." parve annaspare per un momento, ma si ricompose. "Volevo solo capire come funzionava, ... un interesse puramente scientifico; ma lui non mi permetteva di toccarla, ... un giorno, ero occasionalmente ospite nella sua casa, mi trovai a restarvi da solo per alcune ore, ... e ..., ecco: andai nella rimessa, riuscii a metterla in moto e a farla muovere per un breve tratto nel giardino. ... Purtroppo però quell'antico veicolo aveva dei comandi assai complicati, ... c'era un grande albero di kreiwx, proprio in mezzo al giardino ..."
"Senti, senti ..." commentò impietosamente Sherman, quando si fu riavuto dallo stupore, quindi, altrettanto impietosamente chiese: "E ... fosti punito?"
"Mio padre voleva che trascorressi un mese nella zona più impervia delle nostre montagne a meditare sulla mia disobbedienza ..."
"Già che c'era poteva ucciderti!" commentò ironicamente il cognato. Sarek ignorò quell'irriguardosa interruzione:
"Mio nonno, invece, decise che, durante le vacanze, avrei lavorato come apprendista nella fabbrica di un suo conoscente, fino al pagamento del danno da me procurato ..."
"Questa mi sembra un'idea più logica! " esclamò Sherman, calcando deliberatamente la voce sull'ultima parola.
"Mhm ... sì, devo riconoscere che c'è una certa razionalità in questa soluzione, ... tuttavia, in seguito, venni a conoscenza di un fatto assolutamente inspiegabile ..."
"Cioè?"
"... Il proprietario della fabbrica non aveva affatto bisogno di un apprendista: mi aveva assunto solo per accontentare mio nonno e questi gli rimborsava segretamente l'intero importo della mia paga ..."
Sherman fu sul punto di scoppiare a ridere, ma si trattenne.
"Davvero non hai capito? tu mi sorprendi, cognato! è così semplice: a tuo nonno non importava niente dei soldi, che certo non gli mancavano, voleva solo che tu capissi il valore delle cose e la necessità di avere rispetto della roba altrui. Facendoti credere di lavorare per ripagargli il danno, ti ha messo di fronte alle tue responsabilità, ma per far questo non era necessario abusare della cortesia di quel signore".
"Hai ragione, sarebbe stato illogico," riconobbe Sarek, guardando il cognato con accresciuto rispetto. "Credi che una simile soluzione si adatterebbe al caso dei nostri figli?" improvvisamente si era reso conto che, dal momento che avevano agito insieme, era giusto che i due ragazzi fossero puniti allo stesso modo.
"Per conto mio ne sono più che convinto, anzi avrei già un'idea in proposito: giusto ieri ho visitato la fattoria di Sarpel. Deve ancora pagarmi alcune forniture e gli occorre un nuovo stimolatore enzimatico, ma gli ultimi raccolti sono stati scarsi ed è certamente in difficoltà. Sono sicuro che, se gli abbuono parte del debito e gli concedo una lunga dilazione per il rimanente, sarà felice di trovare qualcosa da fare per i nostri ragazzi!".
"E' logico supporre che accoglierà favorevolmente la tua proposta," convenne pacatamente Sarek, "ma non credi che per Mark possa essere troppo duro, lavorare fra Vulcaniani?"
"Oh, gli farà bene! ... Mi preoccupa piuttosto il contrario: ci sono un mucchio di giovani operaie in quella fattoria. Temo che non siano preparate alle attenzioni di un adolescente umano ..."
"Uhum, credo di capire a cosa alludi, ... non ci avevo pensato. Ma non è ... un po' troppo giovane? ..."
"Vuoi dire per essere pericoloso? oh, certo! ma è grande abbastanza per volerlo sembrare. Qualcuna potrebbe trovarlo un po' ... sconcertante!"
Una lievissima smorfia, che poteva essere l'accenno di un sorriso, attraversò fugacemente il volto di Sarek.
"Credo che, se messe opportunamente sull'avviso, quelle giovani donne potrebbero trovare l'esperienza interessante, persino istruttiva ..."