di Marco "Sabich" Vittorini
Eridanus (o più semplicemente Eri) è una vasta costellazione visibile solo in parte nel tardo autunno ed in inverno, che si estende per circa 1138 gradi quadrati, iniziando da un punto vicino all'equatore celeste, nei pressi di Rigel (nella costellazione di Orione) passando poi a sud del Toro e sviluppandosi infine verso sud. La sua stella maggiore, Achernar (alfa Eridani, magnitudine 0.6; distante dalla Terra 142 anni luce, molto più grande del Sole ed almeno 200 volte più luminosa) è visibile solo dall'emisfero meridionale. Per il resto, Eridani non conta nessun'altra stella più luminosa della 3a magnitudine, anche se presenta circa 300 corpi celesti visibili ad occhio nudo.
La caratteristica che comunque maggiormente ci interessa di Eridanus è che contiene una stella, 40 Eridani A, alla quale fa capo il sistema planetario di Vulcano (come riportato nella "Star Trek Encyclopedia" di Mirek e Okuda). E’ interessante peraltro osservare che tale stella non è mai stata nominata in alcun telefilm della serie classica, né in nessuno dei film che sono seguiti, per cui è legittimo chiedersi quale sia la fonte di questa informazione. In effetti, la collocazione di Vulcano all’interno del firmamento è stata operata da Gene Roddenberry in persona, in un suo scritto datato luglio 1991, in occasione del venticinquennale della saga di "Star Trek". Come dicevamo, infatti, non ci sono riferimenti espliciti in film o telefilm, ma esistono tuttavia, nella vastissima letteratura Trek, almeno due nomi che ricorrono con maggiore insistenza. In "Star Trek 2" (J.Blish, Bantam 1968) ed in "Star Trek Maps" (J.Maynard ed altri, Bantam 1980) si suggerisce 40 Eridani come possibile sole di Vulcano. In "The Star Trek Spaceflight Chronology" (S. & F. Goldstein, Pocket 1980) viene invece proposta Epsilon Eridani, che comunque appartiene alla stessa costellazione. Tra le due, Roddenberry ha preferito 40 Eridani, motivando la sua decisione sulla base dell’età stimata delle stelle. 40 Eridani ha infatti circa 4 miliardi di anni, pressappoco la stessa età del Sole, mentre Epsilon Eridani é molto più giovane, avendo "solo" un miliardo di anni (secolo più, secolo meno). Basandoci sulla storia della Terra, la vita su un pianeta in orbita intorno ad Epsilon Eridani non avrebbe avuto il tempo di andare molto al di là del livello dei batteri, mentre, dall’altra parte, una civiltà logica ed intelligente avrebbe potuto molto più facilmente svilupparsi su di un pianeta orbitante intorno a 40 Eridani. Così, Roddenberry ha scelto il sole di Vulcano.
Vale pertanto la pena di parlare un poco di questa stella che riserva delle sorprese veramente straordinarie. 40 Eridani, nota anche col nome di omicron-2 (costituisce infatti, insieme ad omicron-1, una larga coppia di stelle dell'immensa costellazione di Eridano.), è in realtà un sistema triplo davvero unico, costituito da tre stelle che chiameremo A, B e C. Quella principale è la componente A, distante dalla Terra "solo" 16 anni luce (4.9 parsec). Si tratta di una stella arancione di magnitudine 4.48 che ha una compagna doppia costituita dalla componente B, che é una nana bianca (l'unica visibile con piccoli strumenti) di magnitudine 9.7 e dalla componente C, una nana rossa di magnitudine 10.8. L'eccezionalità di questo sistema risiede anche nel fatto che le componenti B e C, distanti dalla stella A circa 2 giorni luce (40 miliardi di miglia - una distanza enorme!) ruotano l’una intorno all’altra con un periodo di circa 252 anni (mantenendo tra loro una distanza media di 4.1 miliardi di miglia, più della distanza tra il Sole e Plutone) ed entrambe orbitano intorno alla componente A in un periodo pari a circa 8000 anni. Ci sembra che il tutto ricordi, nelle debite proporzioni naturalmente, il sistema Sole-Terra-Luna.
Con un piccolo sforzo di fantasia potete anche cercare di immaginare come apparirebbe il cielo di Vulcano. Vista la relazione tra il Sole e 40 Eridani A, per poter quest’ultima brillare nel cielo di Vulcano pressappoco come fa il Sole nel cielo della Terra, Vulcano dovrebbe orbitare intorno alla stella ad una distanza media di circa 52.360.000 miglia, equivalente ad un’orbita solare tra Mercurio e Venere. A questa distanza, 40 Eridani A apparirebbe come un disco infocato circa il 62% più largo di come appare il Sole visto dalla Terra. Le componenti B e C sono invece troppo distanti per delinearsi a loro volta come dischi: esse apparirebbero piuttosto come punti luminosi (visibili anche di giorno sebbene la distanza sia tale da impedire loro di contribuire in maniera significativa all’illuminazione o al calore del pianeta) piuttosto vicini, brillanti circa 6 volte la luminosità di Venere vista dalla Terra. Di notte, la loro brillantezza verrebbe naturalmente accentuata fino a circa 22 volte quella di Venere, oppure 1/47-esimo della luminosità della Luna piena.
Sabich
In cerca di Eridano sulle carte stellari.
Bibliography.