STORIE SONORE

Costituitosi nel dicembre del 1977, il cineforum di San Benedetto del Tronto festeggia quest'anno i suoi 25 anni di attività.
Un lungo e intenso periodo, costantemente orientato a soddisfare la domanda di cultura cinematografica da parte di un pubblico vasto ed eterogeneo. La sempre più massiccia "censura del mercato" ha reso rara nel panorama delle programmazioni cittadine la presenza di film artisticamente validi, e ciò ha aumentato il nostro impegno per una necessaria diffusione di opere emarginate o del tutto escluse dai circuiti normali. Vorrei ora ripercorrere a brevi linee la storia della nostra Associazione. Oltre alle proiezioni settimanali del martedì, il Cineforum ha usufruito per anni di una vetrina importante nelle manifestazioni estive di "Agostinpiazza", portando il cinema negli spazi aperti della città: le rassegne si concludono a Ferragosto con un'intera nottata di proiezioni sulla spiaggia. A San Benedetto hanno inoltre avuto luogo due Consigli Federali della F.I.C. (Federazione Italiana Cineforum), con la presenza di importanti critici ed esperti del settore. 
Con l'avvento delle multisale nella nostra città, la presenza di film di interesse culturale è andata paradossalmente diminuendo: il nostro impegno si è quindi sempre più finalizzato alla diffusione di opere emarginate dalla programmazione, e per questo è diventata consuetudine presentare ogni anno un ciclo dedicato al cinema italiano, con l'intervento di autori come Mimmo Calopresti e Matteo Garrone.
Da ricordare infine la rassegna "I mestieri del cinema", organizzata nel 2000. Sette incontri con sette grandi professionisti del cinema italiano che hanno svelato segreti e astuzie del loro lavoro agli studenti delle scuole marchigiane: lo sceneggiatore Sandro Petraglia, il produttore Angelo Barbagallo, lo scenografo Giancarlo Basili, la costumista Maria Rita Barbera, il direttore della fotografia Beppe Lanci, gli esperti di effetti speciali Paola Trisoglio e Stefano Marinoni della "Digitalia", la montatrice Esmeralda Calabria, il regista Sandro Baldoni. Gli incontri hanno usufruito come materiale didattico di una vera e propria officina dell'arte cinematografica: la mostra Giancarlo Basili. L'architettura e lo spazio del cinema italiano, che ripercorre luoghi e spazi ideati da Basili in vent'anni di cinema, una nutrita collezione di disegni, plastici, progetti, elementi d'arredo, fino alle perfette ricostruzioni dei set di Nirvana e Palombella rossa.
L'ultima iniziativa risale all'aprile di quest'anno: la serata dedicata ad Andrea Pazienza, con la proiezione del film Paz. 
Quello che state sfogliando è il terzo libro pubblicato dal Cineforum di San Benedetto del Tronto. I precedenti si intitolavano: Se vent'anni vi sembran pochi… (1998), dedicato al primo ventennale dell'associazione, e I suoni dell'immagine (1999), uscito in occasione di una ricca iniziativa dedicata al cinema e alla musica.
Anche questo Da Cabiria a Moulin Rouge! segue il medesimo argomento: le molteplici relazioni che si instaurano tra i due medium dell'immagine e del suono. I ventiquattro collaboratori del volume (studiosi di cinema e/o di musica, musicisti, registi, professionisti di entrambi i settori) hanno impostato la loro riflessione teorica su un filo conduttore generale. Spaziando variamente tra epoche e generi, ogni singolo intervento ha scelto di analizzare un film dove il connubio tra immagine e musica si riveli in modo "innovativo" rispetto alla sua epoca, o mostri connotati formali insoliti e rilevanti. A questi saggi, vanno ad aggiungersi altri quattro interventi, focalizzati sulla figura di altrettanti musicisti italiani, alla cui opera ha massicciamente attinto il cinema di tutto il mondo: Giuseppe Verdi, Giorgio Gaslini, Ennio Morricone, Nicola Piovani. L'intento è stato quello di creare una sorta di "percorso" all'interno dell'immaginario sonoro del cinema. Percorso certo non completo, ma senza dubbio stimolante, per la ricchezza e la profondità delle idee contenute in queste pagine. Un lavoro che potrà risultare interessante e utile all'esperto del settore, ma anche al semplice appassionato di due arti che non smettono di comunicare tra loro, di scambiarsi segni e suggestioni.

il Presidente
Giampiero Paoletti